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Il progetto

 

Il costante innalzamento della speranza di vita, che si è rilevato negli ultimi decenni, anche grazie al ruolo importante dei servizi sanitari, tende a consolidare il paradigma secondo il quale la promozione della salute è strettamente legata al miglioramento della qualità della vita. Quest’ultima, essendo determinata da molteplici fattori non solo individuali, ma anche sociali (quali ad es.: servizi, lavoro, cultura, ambiente, urbanistica), rappresenta un bene/valore/obiettivo comune che richiede un lavoro di squadra. Gli imprenditori di salute e qualità della vita sono quindi molteplici e diffusi nella società: non solo le istituzioni ed i servizi, ma anche le aziende, le organizzazioni non profit, le associazioni di volontariato, le reti di auto-mutuo aiuto, le reti parentali, famigliari e tutti i cittadini.

Si fa riferimento ad un di welfare di comunità in cui gli anziani hanno un ruolo centrale perché sono dotati di un patrimonio esclusivo e ricchissimo di risorse (esperienze, conoscenze, valori, tempo, relazioni). Sono infatti dei formidabili imprenditori di qualità della vita nella famiglia e nella comunità, attraverso le loro “buone pratiche sociali”, che rappresentano: “comportamenti innovativi per il benessere, la salute, l’inclusione sociale, realizzati in modo collettivo, che vedono protagonisti i cittadini, con il sostegno motivazionale ed organizzativo dell’associazionismo e del volontariato”.

In questa prospettiva, nel 2011, è stato avviato il progetto “Anziani imprenditori di qualità della vita” da AUSL di Bologna, Ancescao, con il coordinamento della Provincia di Bologna e dell’Istituzione ‘Minguzzi’. Gli obiettivi che danno senso al progetto sono:

  • promuovere una cultura comune su anziani attivi e buone pratiche sociali;

  • istituire una banca dati e un sistema comunicativo su buone pratiche sociali che vedono protagonisti gli anziani;

  • promuovere un miglioramento del welfare di comunità, con la partecipazione attiva degli anziani, nel loro ruolo di esperti ed imprenditori di qualità della vita;

  • migliorare la comunicazione e la collaborazione fra istituzioni, servizi, associazionismo, volontariato e cittadini, nell’ambito del welfare di comunità.

Il progetto è stato presentato e condiviso, nell’ambito di un convegno (organizzato il 19 ottobre 2011), che ha coinvolto oltre 200 rappresentanti di Regione Emilia-Romagna, enti locali, università, AUSL, ASP, associazionismo, volontariato, organizzazioni sindacali. Tale evento ha previsto l’adesione formale al progetto delle principali istituzioni ed organizzazioni presenti e l’attivazione di 5 laboratori tematici (‘Tenere in forma la mente’, ‘Alimentazione’, ‘Fragilità e sicurezza’, ‘Movimento’, ‘Turismo sociale culturale’). Essi hanno rappresentato importanti strumenti per:

  • fare una mappatura di tutte le organizzazioni coinvolgibili in relazione agli obiettivi individuati da ciascun laboratorio;

  • censire le buone pratiche sociali che vedono protagonisti gli anziani;

  • identificare idee di progetti in grado di aggregare diverse organizzazioni nella promozione di un ruolo attivo degli anziani per il miglioramento della qualità della vita.

I risultati del lavoro svolto dai cinque laboratori sono stati presentati e discussi in occasione di un secondo convegno (effettuato il giorno 13 aprile 2013) che ha visto la partecipazione non solo dei rappresentanti delle istituzioni ed organizzazioni aderenti al progetto, ma anche di operatori e cittadini.

Dopo tale convegno i laboratori hanno sviluppato ulteriormente le loro attività attraverso nuovi percorsi progettuali, il coinvolgimento di ulteriori attori sociali, la promozione di azioni sinergiche fra diverse buone pratiche sociali, l’ampliamento delle aree operative.

Il Gruppo tecnico di coordinamento del Progetto, nel settembre 2014, a seguito di una valutazione complessiva del lavoro svolto, ha deciso di:

  • Accorpare alcuni laboratori tematici e ridefinire i rispettivi ambiti di competenza, al fine di potenziare e valorizzare il loro ruolo. Il Progetto viene in questo modo rilanciato facendo riferimento ai seguenti 3 nuovi laboratori:

  1. FRAGILITA' (che unisce i tre precedenti laboratori: 'Tenere in forma la mente', 'Movimento', 'Fragilità e sicurezza');

  2. ALIMENTAZIONE

  3. CULTURA E TERRITORIO (che comprende il precedente Laboratorio 'Turismo sociale e culturale ed amplia il proprio ambito di riferimento).

  • Valorizzare e dare adeguata rappresentazione del progetto attraverso un apposito sito internet (“ANZIANI ATTIVI”) che si propone di:

  • sviluppare un’adeguata comunicazione agli anziani ed ai cittadini in merito alle finalità del progetto, ai contenuti delle buone pratiche sociali censite e/o attivate dai laboratori;

  • ampliare ulteriormente l’adesione alle attività dei laboratori e la partecipazione alle diverse buone pratiche sociali, da parte di cittadini ed organizzazioni operanti nel territorio della Provincia di Bologna;

  • mettere in rete e valorizzare il ruolo delle istituzioni ed organizzazioni coinvolte, anche attraverso un ampliamento dei loro target di riferimento.

 

 

 
 
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